giovedì 10 luglio 2014

Forme di una... volta.

Carissimi amici e conoscenti, ben ritrovati!
Da molto (moltissimo!) tempo non aggiorno questo blog perché altro mi è passato in testa e non ho avuto tempo e stimolo per scrivere qualcosa d'importante. D'altra parte mantenere vivo, con serietà, un blog richiede, appunto, tempo e anche un po' di entusiasmo fotografico e, soprattutto, creativo.

sabato 6 ottobre 2012

Concorso fotografico: menzione!

Dopo un prolungato periodo di assenza da questo blog dovuto ad un mio susseguirsi di passatempi foto-grafici (e non) più o meno importanti, ho deciso di riportare qui un avvenimento che mi ha riempito di grande entusiamo. Ho partecipato con 4 foto al concorso fotografico "IL TERRITORIO E LO SPAZIO URBANO TRA STORICO E CONTEMPORANEO" organizzato dallo studio di architettura e design UP_date, dall'Ass. culturale Mnemosyne col patrocinio del Comune di Pisa; bene... sono state tutte selezionate ed esposte nello spazio "Sopra le Logge" a Pisa.

domenica 18 dicembre 2011

Segni particolari

Appassionato fortemente di tutto ciò che viene visivamente trascurato perchè ritenuto "normale", questa volta, invece, sono stato attirato da un soggetto per niente... trascurato e che oramai ha fatto, e fa, la storia dell'automobile: la mitica Jaguar.

mercoledì 21 settembre 2011

PISA - Piazza dei Miracoli (particolari)

PISA con le sue meravigliose tracce storiche è una fucina di fascino specialmente nelle sue aree monumentali.
Ho visitato per l'ennesima volta un luogo super-fotografato: Piazza dei Miracoli. Questa volta ho voluto camminare su quei pavimenti marmorei con più calma mentale sperando di essere riuscito a trasferire i miei pensieri su quei manufatti meravigliosi per riceverne sensazioni.
Il tempo non sembrava adatto alla ripresa fotografica, per la nuvolosità uniforme con qualche nembostrato non proprio tranquillizzante, ma con maggior attenzione guardando, inevitabilmente verso l'alto, quei monumenti qualcosa ha scosso la mia immatura sensibilità fotografica (e non): linee verticali scansionate da colonnati uniformemente distribuiti e icone statuarie padrone di quel cielo "serioso". Un'atmosfera veramente interessante e, forse, un po' diversa/contraria dalle solite cartoline stereotipate. Nonostante il tempo non proprio favorevole la Piazza era gremita di turisti e qualcuno tra loro, con gesti standardizzati, ha attirato la mia "mira fotografica"
Con qualche foto ne è venuto fuori una specie di racconto, una specie di breve viaggio/diario intorno alla Piazza. (alcune immagini sono state viste e commentate anche sul topic di CanonClub dal titolo Pisa - particolari in Piazza dei Miracoli)
In questo narrare visivo cerco di ripercorrere quel tragitto avvolto da un'atmosfera evanescente; quasi sempre con gli occhi all'insù per perdermi tra quegli archi a profilo acuto, camminare idealmente in quelle loggette della Torre... sembravano corridoi che ti portavano verso il cielo. Una sensazione particolare che vorrei aver trasferito nelle immagini che qui inserisco; una sequenza narrativa che mi auguro possa invitare a visitare con composta calma quella serie di monumenti che hanno "scosso" il mondo.
Spero, nei miei prossimi post di poter inserire anche il Battistero e il Campo Santo (vedremo...).









sabato 21 maggio 2011

"Le camelie nel chiostro": concorso fotografico 2011.




Consultando il sito di Nicosia Nostra ho scoperto con immensa gioia che una mia foto è entrata in classifica e altre due sono state ammesse. Il pensiero di essere stato apprezzato da una giuria di tutto rispetto e essere arrivato alle spalle di una famosa e pluripremiata artista come Elena Bacchi mi hanno fatto fare letteralmente un salto sulla poltrona della mia stanza.
Sono immagini che ho sentito prima con la mente e poi con gli occhi; e il ritrovarmi fra quelle mura intonacate di un arancio imbrattato da scritte metropolitane non ha fatto altro che accentuare l'immersione nel mio mondo. Durante gli scatti era come azzerare il volume, era come sentirsi il "padrone" di quegli ambienti invasi dai bellissimi costumi della collezione Cerratelli e dalle attraenti colorazioni delle camelie sparse qua e là.  In quella situazione il dito premeva con forza sul bottoncino nero della fotocamera facendomi entrare definitivamente in scena anche se per  pochi millesimi di secondo.
Durante la visione sul monitor ho fissato ripetutamente quelle foto che sembravano quasi quadri di un vecchio artista; ho provato a rivestire alcune foto originali di una patina pittorica che durante le fasi progressive mi hanno fatto sentire ancor di più l'essere presente in quel chiostro come un pellegrino in cerca di una quiete dei tempi andati. 

Ringrazio molto l'Associazione Nicosia Nostra per avermi donato l'opportunità di assaporare da vicino i dettagli di quell'ambiente e, come sempre, farmi colloquiare con me stesso.
Ringrazio, inoltre, tutti i soci del CF "il Gruppo", specialmente gli "anziani" (fotograficamente parlando... :-) ) che durante le nostre periodiche riunioni del giovedì sera, con le loro stesse immagini, mi hanno regalato idee e consigli utili per crescere... insieme anche alla mia fotocamera :-).




venerdì 22 aprile 2011

Circolo Fotografico "il Gruppo": nuovo sito!



Carissimi amici ho il piacere di annunciarvi che il circolo fotografico "il Gruppo", di cui faccio volentieri parte, ha un proprio sito: www.cfilgruppo.it


Un sito semplice senza alte pretese ma mirato ad appassionare il visitatore per mezzo di foto inedite e notizie utili sul mondo fotografico.
  • "Portfolio" dove ogni socio espone le proprie foto che saranno aggiornate costantemente.
  • "Galleria del Circolo" contenente uno slideshow riassuntivo di alcune immagini provenienti dal Portfolio.
  • "Agenda" con gli appuntamenti/impegni mensili  del circolo (aperti a tutti)
  • "...per la fotografia" fonte sempre alimentata da materiale vario ed didatticamente interessante per es. immagini di fotografi professionisti, pagine tematiche di fotografia, test su materiale fotografico e anche un interessante "mercatino" delle (buone) occasioni.
    Ringrazio sinceramente tutti i soci per avermi dato l'opportunità di addentrarmi attivamente ancora nella ... rete ma soprattutto per la fiducia che mi è stata trasmessa durante la stesura. Sono sicuro che, col costante contributo di tutti noi del circolo e dai suggerimenti  che arriveranno anche dai visitatori, il sito riuscirà sempre ad aggiornarsi e crescere ulteriormente per invitare, specialmente tutti coloro che amano la fotografia, ad entrare tranquilli in un "ambiente" amichevole e stimolante.

    sabato 12 marzo 2011

    Tante sensazioni in una foto.

    Penso sia molto interessante e attraente passeggiare per le viuzze della città per scoprire angoli e/o momenti caratteristici che, qualche volta (come in questo caso) potrebbero farti ragionare profondamente. Sono ripetitivo e monotono ma credo che la fotografia è una registrazione della "tua" realtà e in maniera particolare di quello che la tua "anima" riesce a sentire davanti ad un soggetto/oggetto.
    Povertà o ricchezza?
    In questa immagine (dove un lettore ha visto solo la perdita di valore per la presenza contemporanea di 2 immagini affiancate che si danneggiano a vicenda e per la mancanza di presenza umana) ho avvertito una situazione che impera sempre maggiormente sul nostro modo di vivere: povertà o ricchezza? 
    Riguardandola con attenzione e frazionandola visivamente in due parti, i messaggi nascosti dovrebbero essere molteplici (almeno per quello che ho provato io):
    • nella parte sx vi è il valore (dovere?) della donazione alla gente povera e bisognosa, a quelle persone che invocano direttamente o indirettamente il nostro aiuto; dalla parte opposta ho visto il valore materialista del consumismo fatto di firme, finto benessere e di voluta dimenticanza di aspetti ben più significativi e, per questo, preferiamo voltarci in altre direzioni magari giustificandoci un po' banalmente.
    • la foto è nettamente (e volutamente) divisa in 2 parti dall'impronta di una mano sull'intonaco che sembra intimare un "ALT" per farti fermare, riflettere e poi scegliere la tua direzione di appartenenza.
    • un messaggio tenero d'amore scritto sulla massiccia barra di protezione quasi a voler dimostrare la forza, la potenza e l'indissolubilità del sentimento.
    • i 2 oggetti rossi rappresentano 2 tipi di sicurezza: un robusto lucchetto che con forza protegge un valore reale e importante mentre la borsa con le sue frivolezze ha un livello protettivo di pari livello al suo contenuto
    • per ultimo, se vogliamo cercare ancora qualcosa, possiamo fare anche una similitudine... politica.

    Tutto questo mi porta alla mente quello che scrissi, rafforzato anche dalle giuste osservazioni di Max, in un precedente post nel quale affermavo che una fotografia non deve costruirsi (e poi venir letta) solo nel suo aspetto tecnicistico se un colore è sbiadito o il soggetto non è nel terzo ecc.. ma dev'essere prima "non fatta", ragionata ed elaborata mentalmente; solo dopo quei pochi secondi, quando l'immagine vera emerge come da uno stereogramma, entra in funzione lo scatto per il fissaggio materiale di quell'attimo che diventerà, allora sì, unico e "incancellabile".

    martedì 8 febbraio 2011

    ...via Kinzica de' Sismondi.

    Quella mattina la pioggia monotona che noiosamente ci accompagnava da giorni sembrò stancarsi di cadere.
    A piedi, con la mia attrezzatura fotografica, ero diretto verso Ponte Solferino percorrendo via S. Martino.  Durante il tragitto sbirciavo sempre nei vicoli che si diramavano regolarmente dai due lati;  fui attratto da un vicolo alla mia sinistra; era immerso per buona parte dall'oscurità dovuta alla sua modesta larghezza e rinforzata da alcune facciate in mattoni che ancora umidicci apparivano più scuri. In fondo il cartello stradale di obbligo era l'unico pezzo di colore vivo che sembrava volesse tutta l'attenzione, e così fu;  anche perchè non riuscivo a distrarmi troppo visto lo sparuto numero di passanti che osavano sotto un cielo non ancora "guarito". Appunto, guardandolo attentamente sembrava indicarmi la direzione in alto, sembrava volesse acchiappare il mio sguardo e condurlo in uno spazio più libero, più arioso. Una cascata di luminosità naturale sembrava precipitasse copiosamente dall'alto racchiusa dall'alone scuro delle costruzioni in primo piano. Fu il particolare punctum che ho intrappolato nella mia mente e che, con la fotocamera, mi son portato via facendolo diventare, finalmente, un momento di gioia tutto mio che, spero, possa essere interpretato con altrettanto sollievo anche da chi "leggerà" questa immagine supportato solo dalle sue autentiche sensazioni. 
    Altri commenti potete trovarli qui
    Grazie a tutti per la visita.

    giovedì 13 gennaio 2011

    aTtraversa_mente

    Qualche giorno fa ho voluto provare ad inviare al blog di FOTOIT una mia immagine scattata a Palmanova (UD) durante la  permanenza ad un convegno. 
    Percorrevo a piedi la strada, abbracciato - sempre - dal laccetto della fotocamera, quando fui colpito da quella "T" sul marciapiede posta "sotto" il passaggio pedonale; sembrava quasi una specie di piedistallo meccanico che con un movimento perpetuo di andata e ritorno spingeva in alto quelle strisce bianche distanziandole tra loro di un periodo perfettamente regolare. Click!  
    ...ma il fotogramma è stato "invaso" da una giovane donna che in fretta stava ritornando alla macchina posta sull'altro lato. In quel momento ho avvertito un po' di amarezza, delusione; qualcosa aveva interrotto la mia "visione perfetta", qualcuno aveva attraversato la scena e "disturbato" le mie tranquille geometrie perfettamente ben costruite e raffigurate. 
    Riguardando e fissando successivamente il tutto sul monitor nella tranquillità della mia "stanza/mondo" mi ha fatto pensare ancora quella macchia fuggente che attraversava il fotogramma; fissandola insistentemente, ho provato una sensazione disarmonica ma non inquieta e così anche la mia mente continuava ad essere "distratta", attraversata [attraversa_mente] da quella figura che, in quel rettangolo, ha creato un qualcosa di ipnotico e di quasi assillante.

    sabato 1 gennaio 2011

    Usciamo... fotograficamente.

    Cari amici e lettori il Nuovo Anno è cominciato! ...speriamo sia un anno positivo, costruttivo, prodigo di autentica serenità e di... buona Luce :-)) .

    Come inizio... costruttivo riporto una riflessione dell'amico Giacomo riguardo le uscite fotografiche:
    "L’ultima uscita proposta da Franco e Alice è senz’altro interessante, ma come concetto è legata a quello tradizionale: “si va a fotografare cose belle e fotogeniche”.
     Beninteso io sono il primo a fotografare le cose belle e fotogeniche, ma dal punto di vista “didattico” e diciamo anche “artistico” ho detto molte volte e lo ripeto che un vero fotografo è quello che trova e valorizza il bello in tutto, anche e specialmente dove il bello non c’è.
     Invece troppo spesso i fotografi fanno il contrario: vanno in posti ESOTICI, e BELLI apposta per fare delle belle foto ruffiane...
    ANZI a volte scelgono posti socialmente orribili come le bidonville, e i quartieri poveri ma molto fotogenici (e ruffiani).
     Molte volte mi avrete sentito dire questo discorso, ma lo rifaccio: Secondo me è troppo facile fare delle belle foto in cima alle Ande o in un quartiere di Bombay .
     Cosa voglio dire? ...Voglio dire che per noi amatori fare delle uscite sempre su dei bei monumenti e paesaggi ameni non insegna tutto!
      una bella uscita costruttiva dovrebbe essere intorno ad un soggetto apparentemente poco interessante, non eccessivamente bello o addirittura “sciapo”.
    L’ho detto molte volte: diamo un soggetto del genere unico a tutti da interpretare in un tempo massimo (un mese) per esempio: “Il Quartiere Porta a Mare di Pisa”, “il quartiere del CEPi” Oppure: La “Zona Industriale di Cisanello” ... “la fornace di Campo” ... insomma roba bruttina ce ne è a giro!
     Così poi ci confrontiamo su come ognuno di noi ha interpretato la stessa cosa, ma soprattuto come siamo riusciti ognuno a tirare fuori il bello dal brutto. (...)
     
     Condivido in gran parte  il pensiero di Giacomo ma non sarei così troppo "misero". E' vero, una foto artisticamente ben fatta ad un brutto soggetto (lo definerei "tremendamente normale") può farlo rivivere ed apprezzare, ma potrebbe diventare un gesto un po' semplicistico; è relativamente più facile rendere bello ciò che "bello" non appare. Credo che l'autentica sensazione che ogni fotografo potenzialmente possiede, deve uscire anche nella bellezza... una foto ad un monumento famoso tecnicamente (=freddamente)  ben costruita è una foto "normalmente bella" per la stragrande platea di "lettori" ma potrebbe lasciare impassibili coloro che maneggiano da un po' di tempo la fotocamera ANCHE per fermare un attimo di eternità.
    Le uscite fotografiche, secondo il mio modesto parere, debbono essere ben accolte e, in particolare , - come ho specificato nella risposta mail - l'uscita proposta  da Alice e Franco è una buonissima idea  che potrebbe stimolare la creatività recondita. Fissare quelle costruzioni di luce su antiche superfici può portare il nostro occhio/mirino (e non solo) a pensare l'inquadratura in un modo che è solo nostro  e  conseguentemente ci permetterà di rivestire la nostra figura mentale/fotografica con un nuovo bagliore di "originale bellezza" cosi' da  non portare a casa un'immagine "normalmente bella".
    Naturalmente, per quanto mi riguarda, queste opinioni le affibbio anche alle "foto esotiche" o a scatti in siti fuori dai confini normali... mi lascia indifferente la foto di una baraccopoli brasiliana o di una popolazione di terremotati se dentro le immagini non c'è il "cuore" dell'autore (a meno che non sia solo ed esclusivamente una fotoservizio-documentario dove è importante "io c'ero") .

    domenica 19 dicembre 2010

    Insieme per la Fotografia - IX edizione

       Ieri sera, presso l'Hotel Granduca, si è svolta la nona edizione dell'evento cultural-fotografico "Insieme per la fotografia" nato da un'idea del circolo fotografico "il Gruppo" e da questi organizzato.
    La nevicata del giorno prima non è riuscita a tenere bloccati gli appassionati di questa arte.
    Oltre alla partecipazione di importanti opinionisti/lettori d'immagine, degli autori delle foto e rappresentanti dei rispettivi circoli, anche il pubblico ha risposto in modo abbastanza interessato.
    La sequenza delle immagini è stata molto accattivante con temi che spaziavano dalla foto-ambientazione, alla macro, al reportage.


    Le immagini che più mi sono piaciute (lo ammetto  sinceramente con serena imparzialità :-) :
    - Circolo Fotografico "il Gruppo" - sequenza/ambientazione in una "vecchia" bottega del fabbro. Momenti suggestivi e d'atmosfera raffiguranti la quotidianità del protagonista; l'ambiente vuoto, il fuoco divampante, le operazioni di forgiatura fino al momento del pasto fumante.
    - C.F.P. (circolo fotografico pisano) - portfolio su un momento di preghiera di monaci orientali dove i gesti, le inquadrature e il caldo cromatismo delle vesti hanno portato l'attenzione visiva a momenti di vero rapimento.
    - L'Occhio Sensibile (circolo cultural-fotografico): atmosfere quasi fantascientifiche di manichini stazionati nelle loro vetrine. La presenza di riflessi, faretti e qualche presenza umana conferivano a tutta la sequenza una dimensione, come giustamente attribuita dagli opinionisti, metafisica.
    - FotoClub5: reportage di un viaggio a NY raffigurante "il canto del Vangelo" dei negri nordamericani con una suggestiva predominanza di gruppi di donne, vestite di bianco, "macchiati" sporadicamente da qualche figura maschile con un vestito scuro. Accattivante e piacevole l'immagine del volto della bimba solitaria che sembra quasi allontanarsi dal cerimoniale volgendo lo sguardo altrove, forse per isolarsi con i suoi pensieri ancora fanciulleschi.

    Interessantissimi i commenti dei lettori/opinionisti come Bicocchi, Sbrana e Crisci (che ha sostituito - adeguatamente - all'ultimo momento Iacono, Tosi e Guerrazzi assenti per sopravvenuti impegni) Sono rimasto profondamente interessato soprattutto dalle fini osservazioni di Silvano Bicocchi che, oltre a donarci qualche briciola istruttiva di cosa sia un  portfolio, ha saputo leggere proprio nell'intimità dell'immagine/sequenza in maniera educata, discreta e verosimile.

    Un ringraziamento alla direzione dell'hotel Granduca che oltre a fornire la sala per l'avvenimento ha messo a disposizione de "il Gruppo" uno spazio alla reception per l'allestimento di una mostra fotografica dei soci che rimarrà visitabile fin dopo Natale.

    mercoledì 29 settembre 2010

    Qualche riflessione su... macro e fotonatura

    L'amico Franco, che ringrazio, mi ha dato l'opportunità di ripetermi riguardo quello che io attribuisco al "fotografare".
    In occasione di un incontro didattico sulla macrofotografia che si terrà al circolo fotografico ho espresso serenamente la mia opinione su questo campo.
    Ultimamente le mie immagini preferite (deformazione di... geometra?) sono quelle di architettura, particolari, luoghi e (un po' meno) paesaggistica.
    La macro-natura, iniziata con le lenti agg. sulla vecchia S2is e sviluppata anche grazie al positivo test/prova del 100Canon (di Franco), è stata quella che mi ha aperto le porte alla fotografia del mondo "non visto"; ma vuoi per le MIE difficoltà oggettive (obiettivi dedicati, MF supeprecisa, soggetti spesso in movimento, pessima/svogliata conoscenza dei soggetti interessati...) vuoi per la mia altalenante sensibilità verso tali soggetti non trovo, attualmente, un "interesse morboso" come per gli altri campi.
    Ciò non significa che la trascurerò; parteciperò volentieri all'incontro didattico di giovedì e/o spedizioni dedicate, però, attualmente, la "mia sensibilità" mi porta verso altre strade fotografiche che mi fanno avvertire vibrazioni nuove
    .

     
    Un carissimo saluto,
    peter

    lunedì 20 settembre 2010

    Pisa... di sera (2)

    ...quella sera la pioggia cessò lasciando un'aria pulita e fresca. Una serata ideale per fare un giro sui lungarni insieme ad alcuni amici/amiche del circolo fotografico "il Gruppo" e, naturalmente, in compagnia del mio... Canon  :-D.
     
    Assaliti piacevolmente da un entusiasmo fotografico notevole, in pochissimi secondi  i nostri cavalletti erano già pronti e ci siamo appostati sul Ponte Solferino puntando le nostre fotocamere tutti nella stessa direzione quasi come se aspettassimo il nemico che doveva arrivare dal fiume. Senza accorgecene ci siamo sparpagliati e mi son ritrovato, con un paio di amici Fotografi in Via del Porton Rosso;  dopo averlo percorso per intero siamo sbucati in Via Cavalca, Piazza delle Vettovaglie e in Borgo Stretto. I miei due compagni se ne sono andati in Piazza dei Cavalieri  io mi sono inacamminato verso Ponte di Mezzo. Non c'era molta gente sul Ponte; mi sono fermato e ho seguito con lo sguardo quei riflessi luminescenti tagliati dalla corrente del fiume che ho voluto rinchiudere nel display della fotocamera.
    Degli altri, oramai, avevo perso le tracce e nel silenzio rotto ogni tanto da qualche scooterazzo elaborato sono arrivato alla chiesa della Spina; un piccolo gioiello di arte gotica che se ne stava solitario sulla sponda. A quell'ora era tutta da vedere con calma; ho mirato e rimirato quelle guglie e rosoni; un lampione mi ha tenuto compagnia aiutandomi a fissare meglio quelle facciate e quelle cuspidi.
    Il tempo trascorreva e me ne ero dimenticato; mi sono diretto piano-piano al punto di partenza dove ho ritrovato due compagni fotografi del Circolo; gli altri ci hanno raggiunto dopo poco con le loro fotocamere in spalla come montanari che tornano a casa dopo aver messo a dormire le loro pecore (=foto :-D  ).
    Abbiamo scambiato qualche battuta e impressione riguardo la fotografia notturna di Pisa proponendoci di rivisitare questa fascinosa città una prossima volta ancora magari in altri angoli interessanti (via S. Martino, i due Borghi, Cittadella, ecc.) .
    Ho inserito qui alcune immagini  ma ho esposto la serie fotografica completa del percorso  nella mia fotogalleria visitabile su Jalbum... Grazie.
    Ringrazio sinceramente Franco, Ale', Rossana, Patrizia, Valtere e Fede' per i loro consigli e la piacevole compagnia che mi hanno offerto.

    Al prossimo appuntamento, 
    peter



    domenica 25 luglio 2010

    Nicosia: serata magica

    Quasi arrivati...
    L'afa opprimente di questi giorni ha assopito la mia passione fotografica e la pubblicazione di nuovi post, ma il vivace venticello che si è levato ieri sera mi ha fatto uscire per andare in un luogo magico: Nicosia.

    Per l'occasione ho voluto sperimentare alcune funzioni notturne della SX1 in particolare il "blocco otturatore" che permette di agire SOLO :-(  sui tempi di scatto da 1" a 15"max; altre opzioni importanti (diaframma, ISO, bil. bianco, lettura esposimetrica sono impostate automaticamente dalla macchina su valori ritenuti "ottimali"). Manfrotto obbligatorio e... autovietato l'uso del flash.

    I lunghi tempi di posa e la migliorabile qualità delle immagini (dovuta alla mia "giovine tecnica fotografica" e anche ai limiti del mezzo)  hanno stuzzicato la fantasia spianadomi la strada verso un bianco/nero fumoso, avvolgente e colmo di atmosfera;  alcune figure sfuggenti che improvvisamente e inaspettatamente occupavano l'inquadratura hanno contribuito alla creazione di un'ambientazione accattivante quasi da romanzo gotico.

    La serata è stata molto bella; ho percorso la salita delimitata da tante torce, che nella tersa oscurità richiarata da una limpida luna, sembravano accompagnarmi per mano verso una mèta desiderata.
    Lungo il tragitto si trovavano alcune "stazioni" dove lettori  molto bravi, quasi mimetizzati tra rocce e sagome frondose, narravano racconti e/o storie concatenate alla vita di quel luogo fascinoso. I brani erano tratti dal libro "Nicosia. Storie, Leggende, Misteri" presentato e in vendita per l'occasione.

    L'entrata all'interno del chiostro, considerato il momento notturno, ha suscitato un'emozione particolare anche se talvolta affievolita dall'andirivieni di vari visitatori che gironzolavano alla ricerca anche di un po' di frescura. Un attimo pregnante di una atmosfera d'altri tempi, è stato quello della lettura all'interno di alcune celle. Nelle anguste stanzette rischiarate pigramente da tremuli fiammelle sfuggenti da antichi candelabri, un bravissimo lettore sacrificato all'interno di un vecchio saio scuro raccontava vecchie storie della vita di quel monastero.

    Nonostante il triste abbandono delle parti strutturali, tutto è stato davvero molto suggestivo. 
    Un doveroso ringraziamento deve essere rivolto a Silvia (che con molto piacere ho potuto conoscere personalmente) e a tutti i soci dell'Associazione  "Nicosia nostra" che con il loro ammirevole impegno hanno reso la fresca serata una valida occasione per rigenerare, ritrovandolo, un proprio spirito quieto.

    All'uscita della chiesa...
    ...qualcuno...

    ...da seguire
    Un libro con...
    Sulla via del ritorno
    ...una storia narrata

    Buona estate a tutti! :-)
    peterpoint

    mercoledì 23 giugno 2010

    Castelluccio... meraviglia!

         E' trascorsa già una settimana dalla gita fotografica di 2 giorni sull'altopiano di Castelluccio insieme agli Amici del CF "il Gruppo".
    Sono rimasto profondamente affascinato dall'immensità dei panorami spennellati piacevolmente di colori: giallo, rosso, bianco... provenienti dai numerosissimi fiori cosparsi ordinatamente su quei crinali vellutati.
    Genzianelle, papaveri, ranuncoli e altre specie offrono uno spettacolo variopinto che lascia tanta emozione. Lo sguardo quasi si perde su quelle superfici del Pian Grande e del Pian Perduto e sfugge ondeggiando idealmente sulle dolci alture e vallate perfettamente curate e ben disegnate. Nonostante la stagione non sia stata prodiga di temperature adatte e abbia impedito ancora la piena fioritura, la gita è stata fantastica; ho vissuto momenti di raro silenzio e di agognata tranquillità.
         Queste poche immagini qui presentate non sono sufficienti a raccontare le sensazioni sperimentate dal vivo e, quindi, ho pensato di costruire una galleria più esaustiva sulla mia foto-raccolta di Jalbum che invito a visitare a questo indirizzo http://jalbum.net/users/peterpoint/albums  e, spero, possa rendere meglio l'idea dello spettacolo naturale che si antepone ai nostri occhi.

    Ringrazio Riccardo, Franco, Manrico, Alessandro, Massimo e Valtere per il piacevole e divertente tempo trascorso insieme (naturalmente in compagnia delle ns Canon e... qualche Nikon :-))  ) e non vorrei dimenticarmi di Antonella (e dello chef...) per l'accoglienza familiare che ci ha riservato nella sua silenziosa e rilassante struttura (la Baita).

    sabato 5 giugno 2010

    Pisa... di sera.

     

    Stimolato dalle immagini suggestive del prof. Piero Pierotti sulla città di Pisa vista di notte (vedi post precedente), ho voluto provare "l'ebrezza" più semplice di camminare a Pisa con la mia 7D, per vedere angoli "non visti" nel momento serale inoltrato.
    Sono sempre stato attratto dallo splendore di Piazza dei Cavalieri la più famosa piazza della città (naturalmente dopo Piazza dei Miracoli...). 
    Verso le 22.00 la Piazza era semideserta e ho potuto scorrerla in una circonferenza di splendore.
    I potenti riflettori posti sotto la statua di Cosimo I, quasi a guardia del Palazzo della Carovana, scandivano con armonia i disegni posti sulla facciata ; i colori ocra del Palazzo del Consiglio rigettavano calore tutto intorno e, con l'aiuto di punti luce posti in alto, che sovrastavano le poche e piccole stelle visibili, si è creata un'atmosfera veramente accogliente e fotograficamente interessante. 
    E' stata un'esperienza davvero molto bella che mi piacerebbe... anzi, ripeterò magari in altri punti storici.
    Inserisco qualche immagine inquadrata (penso... :-) ) un po' diversamente dalle solite cartoline ricordo;  non hanno grosse pretese ma, spero, possano far rinascere un nuovo "legame affettivo" con una città così splendida (almeno su questi itinerari...).


    ...volete esprimere un vs pensiero? Utilizzate il riquadro "posta un commento"... 
    Grazie a tutti per la gentile attenzione.

    mercoledì 26 maggio 2010

    Pisa... di notte

    Ieri sera, con l'amico Waltere, presso il FotoClub 5, ho assistito alla presentazione/visione del libro  "Città di notte" (Felici editore) del prof. Piero Pierotti - docente di storia dell'architettura - contenente suggestive immagini di Pisa nelle ore serali/notturne.
    Il "non più giovane" autore :-), percorrendo le vie cittadine accompagnato da fotocamera Analogica e da un obiettivo Olympus 21mm (efficace contro le linee cadenti), ha descritto con molta semplicità e poca accademicità le particolari situazioni che si presentavano davanti ai suoi occhi e alla... sua anima. Ad alcune foto era abbinato un breve resoconto poetico ben amalgamato con l'immagine stessa e, talvolta, drammaticamente comico.
    Le foto riguardavano soprattutto il centro storico ed è in queste zone dove sono stati isolati momenti davvero unici.
    In postazioni solitarie di vecchi vicoli, oppressi piacevolmente da archi illuminati, dove qualche lampione fuori campo emanava lame di luce con ombre lunghe e trascinatrici, il fotografo si è voluto isolare nel "suo" buio mettendo in evidenza una sensazione di disagio interiore facente parte di un particolare momento emotivo calato sull''autore stesso.
    Molto belle le immagini di P.zza dell Pera, P.zza dei Cavalieri con la scalinata della Scuola Normale ripresa da un'angolazione unica e l'Abbazia di S. Zeno; tutte rigorosamente "deserte" e silenziosamente parlanti.
    Ad immagini semibuie, ma tracciabilissime, si sono alternate, foto di vetrine riprese sempre dall'esterno attraverso le porte vetrate proprio per porre volutamente un diaframma visivo tra la vita fuori e le luci dentro.
    Una rassegna davvero bella ed interessante che oltre a stimolare, spero, la sensibilità fotografica mi  ha spronato a visitare meglio e con più significato la mia città (naturalmente con la... macchina in spalla) ;-)

    sabato 22 maggio 2010

    Canon SX1IS: test

    Come preannunciato sul precedente post ho voluto provare la nuova Canon. 
    Le foto sono state scattate a distanza ravvicinata, senza l'opzione macro, con la lente aggiuntiva close-up 250D (avvitata con moooolta mooolta attenzione sulla falsa filettatura dell'obiettivo).
    I protagonisti di questo periodo sono, chiaramente, i fiori ed è su di loro che ho bloccato la MF.
    Ho racchiuso i soggetti in cornici quadrate e cercato, dove era possibile, fondali NATURALI scuri  e... rigorosamente verdi, per creare assonanza perfetta con i protagonisti, portare l'occhio dentro l'immagine e "impedirgli" di girovagare nello spazio circostante.

    Queste immagini fanno parte di una serie di altre composizioni che (penso) di pubblicare nella mia  jalbum gallery tra breve... anzi.. tra non molto... :-)  ( http://jalbum.net/users/peterpoint/albums ).
    Grazie per la Vs visita e... i vs commenti.

    PS - un ringraziamento all'amico Max, grande esploratore di natura che, con le sue ultime belle immagini di orchidee, mi ha piacevolmente ricordato di vedere il "non visto" anche sulla nostra terra.


    venerdì 14 maggio 2010

    Qualche riflessione...

    Ricevo dall'amico Max il seguente commento:
    "..come insegnano tra gli altri Gide ("l'importanza sia nel tuo sguardo, non nella cosa guardata") e Proust ("non l'andare verso nuovi paesaggi, ma l'avere occhi diversi"), lo sguardo è – quasi – tutto: il modo di porsi e rapportarsi alla realtà, di ritagliare la propria visione (parlando di immagini) in mezzo alle infinite maniere possibili di guardare il mondo, cercando di porre sullo stesso asse, per citare Cartier-Bresson, occhi, mente e cuore..."
    beh... che dire... ? pensieri che condivido pienamente e che VORREI diventassero i miei traguardi fotografici riassunti in uno slogan: vedere il "non visto".
    Il mondo che ci circonda è percorso in fretta tutti i giorni e riempito di  insignificante semplicità (=banalità) che, davanti a noi appare superflua e tremendamente normale. VORREI che "l'insignificante", la "normalità trascurata" assumessero nuovo vigore visivo mediante una loro collocazione unica, ragionata ma soprattutto elaborata dentro.
    La tecnica fotografica è di fondamentale importanza ma, secondo il mio insignificante parere, le emozioni che provi prima di portare la macchina agli occhi, mentre rinchiudi la tua scena in quel quadratino e poi, al termine, quando la rivivi nella tranquillità della tua stanza/mondo, sono di un valore che oltrepassa il puro ragionamento tecnico-analitico.
    E allora... la visione (lettura?) di un'immagine non deve bloccarsi solo sui valori di diaframma, fuoco, tempi ma deve comprendere altri aspetti non di secondaria importanza: il colpo d'occhio,  il peso del soggetto ma, sopratutto, l'atmosfera entro la quale l'autore vuole serenamente condurti facendo ricorso, se necessario, anche a idee più/meno creative... occhi, mente e cuore...
    Questo è un mio opinabile giudizio; se ci sono commenti o altre contro-riflessioni...


    Grazie Max per avermi dato l'occasione di pensare fotograficamente in queste poche righe.

    domenica 2 maggio 2010

    Canon SX1 IS: è arrivata!

    Mi sono sempre divertito in ogni situazione fotografica anche con la mia "vecchia", piccola e maneggevole S2IS;  l'ho sostituita con la SX1 - potete leggere qualcosa qui   - che mi aiuterà in quelle situazioni veloci e normali nelle quali la 7D potrebbe risultare... ingombrante ;-)  .

    Al primo contatto si avverte un relativo maggior peso rispetto alla S2 e, naturalmente, un maggior ingombro ma sempre ben gestito grazie alla sua ergonomica impugnatura; un bel display orientabile con una buona risoluzione aiuta molto nelle inquadrature con MF di precisone. Mi è piaciuta parecchio l'opzione (attivabile da menu) dell'istogramma e della griglia visualizzabili sia nel mirino che sul display durante la ripresa. Utile il piccolo telecomando wireless in dotazione per scatti su treppiede con tempi lunghi. A corredo anche un piccolo paraluce a petalo facilmente installabile.
    Non ho ancora provato la registrazione video in HD... vedremo. 

    Con gli ultimi aggiornamenti del firmware, forniti da Canon sul CD, questo "modellino" produce anche files RAW!

    Una "piccola delusione" che ho avvertito è la incompatibilità con la lente aggiuntiva close-up Canon 250D e/o altri accessori che già utilizzavo con la S2 (filtri, converter, ecc.); la falsa filettatura (?) sull'obiettivo non consente un avvitamento sicuro degli aggiuntivi; probabilmente, per Canon, investire su elementi ottici esterni per questo mod. di fotocamera, già con una discreta escursione 20x e con note molto interessanti,  poteva essere commercialmente rischioso.
    Comunque un bel gran piccolo gioiello di tecnologia che non vedo l'ora di provare... seriamente ;-)