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mercoledì 26 maggio 2010

Pisa... di notte

Ieri sera, con l'amico Waltere, presso il FotoClub 5, ho assistito alla presentazione/visione del libro  "Città di notte" (Felici editore) del prof. Piero Pierotti - docente di storia dell'architettura - contenente suggestive immagini di Pisa nelle ore serali/notturne.
Il "non più giovane" autore :-), percorrendo le vie cittadine accompagnato da fotocamera Analogica e da un obiettivo Olympus 21mm (efficace contro le linee cadenti), ha descritto con molta semplicità e poca accademicità le particolari situazioni che si presentavano davanti ai suoi occhi e alla... sua anima. Ad alcune foto era abbinato un breve resoconto poetico ben amalgamato con l'immagine stessa e, talvolta, drammaticamente comico.
Le foto riguardavano soprattutto il centro storico ed è in queste zone dove sono stati isolati momenti davvero unici.
In postazioni solitarie di vecchi vicoli, oppressi piacevolmente da archi illuminati, dove qualche lampione fuori campo emanava lame di luce con ombre lunghe e trascinatrici, il fotografo si è voluto isolare nel "suo" buio mettendo in evidenza una sensazione di disagio interiore facente parte di un particolare momento emotivo calato sull''autore stesso.
Molto belle le immagini di P.zza dell Pera, P.zza dei Cavalieri con la scalinata della Scuola Normale ripresa da un'angolazione unica e l'Abbazia di S. Zeno; tutte rigorosamente "deserte" e silenziosamente parlanti.
Ad immagini semibuie, ma tracciabilissime, si sono alternate, foto di vetrine riprese sempre dall'esterno attraverso le porte vetrate proprio per porre volutamente un diaframma visivo tra la vita fuori e le luci dentro.
Una rassegna davvero bella ed interessante che oltre a stimolare, spero, la sensibilità fotografica mi  ha spronato a visitare meglio e con più significato la mia città (naturalmente con la... macchina in spalla) ;-)

martedì 20 aprile 2010

Le Foto che piacciono a me!

A questo indirizzo   http://www.gimaphoto.com/gimaphoto/Galleria_Fotografica/Pagine/Crocetta_%28Ch%29_-_La_stazione.html    ho scovato alcune immagini di un autore molto espressivo (opinione personale).

Penso che le immagini sprigionino malinconia e solitudine; non è rimasto più niente se non un piccolo cane, forma di vita, che sta aspettando qualcosa (o qualcuno) che non arriverà più. I particolari inquadrati e i colori pieni ti fanno avvicinare a quel luogo deserto, ti fanno salire sul locomotore che se ne starà fermo oramai per chissà quanto tempo. La ruggine così saturata manifesta ancor di più che il tempo scorre inpietoso ed inesorabile su quelle carcasse e su quei binari dove 3 carrozze temono, o sperano, di poter essere trainate via e strappate a quel luogo diventato tremendamente e serenamente silenzioso.

Su queste immagini Sandro Iovine (direttore de "Il Fotografo") ha commentato, tra l'altro:
"... il senso di abbandono arriva tutto non fosse altro per il tipo di illuminazione diffusa con il quale sono stati effettuati gli scatti grazie ad una giornata di tempo non particolarmente felice""
"...Ora prese singolarmente le singole immagini non ci sarebbero particolari problemi se non quelli dettati dal gusto personale. Ma quando si affiancano una all'altra finisce per essere abbastanza evidente la differenza di approccio che nell'insieme tende a rendere meno forte di quanto in realtà non potrebbe essere l'impatto del lavoro..."

Parole o sensazioni?  
(chi vuol commentare.... commenti ;-) )

...dello stesso autore anche immagini significative riguardanti il terremoto a L'Aquila.